martedì 27 marzo 2018

Rimedi naturali per l’alitosi

L’alito cattivo è un disturbo piuttosto fastidioso e imbarazzante, Le cause possono essere diverse: problemi gengivali,  dentali, alle tonsille ma anche allo stomaco e all'intestino. Oggi vedremo come intervenire per prevenire e contrastare questo fastidio con dei validi rimedi naturali per l’alitosi.

Rimedi naturali per l’alitosi

L’alitosi è un disturbo abbastanza comune, contraddistinto dall'emissione di odori sgradevoli ad ogni azione respiratoria della nostra bocca. A volte può essere momentaneo, dovuto ai soli fattori esterni come l’assunzione di certi elementi o bevande, la secchezza delle fauci della bocca che si presenta durante il riposo notturno o nei fumatori. Non è passeggero invece se le cause provengono da uno stato malsano della bocca e della gola, da problemi intestinali e digestivi.

L’odore caratteristico e sgradevole dell’alito cattivo, è causato soprattutto dai composti di zolfo, formatosi nel corso di decomposizione degli aminoacidi e delle proteine comprendenti zolfo. Cosa possiamo fare per prevenirlo e contrastarlo, evitando così situazioni di disagio a contatto con gli altri? Masticare gomme e caramelle non sempre bastano… la miglior cura e prevenzione è sicuramente un’accurata igiene orale: pulizia dei denti dopo ogni pasto e l’uso del collutorio.

La natura ci offre diverse e utili soluzioni antisettiche e antibatteriche per migliorare la pulizia del cavo orale. I rimedi naturali per l’alitosi più indicati sono sicuramente: il bergamotto, la mirra, l’eucalipto e la salvia sotto forma di olii essenziali.

Olio essenziale di salvia

L’olio essenziale di salvia svolge una marcata azione disintossicante e digestiva, fondamentale nel trattare casi di alitosi causata dalla cattiva digestione, e mal funzionamento del fegato. antibatterico e purificante aiuta a curare gengiviti, stomatiti e laringiti. Per utilizzarlo come collutorio, bastano 5 gocce di olio essenziale, in un bicchiere di acqua tiepida, gli sciacqui devono essere fatti prolungati per due tre volte al giorno. 

Olio essenziale di mirra

Quest’olio è prettamente consigliato per la salute del cavo orale,  risolve efficacemente gengiviti, stomatiti e piorree, potente antisettico e antibatterico neutralizza in breve tempo i batteri responsabili dei cattivi odori. Lo possiamo utilizzarlo per fare degli sciacqui versando 5 gocce in un bicchiere d’acqua tiepida o se vogliamo due gocce direttamente sul dentifricio che stiamo usando, per una maggiore azione anti-placca.

Olio essenziale di bergamotto

Uno dei rimedi naturali per l’alitosi dalla forte azione antibatterica, disinfettante impiegato con buonissimi risultati, contro gli ascessi e le infezioni della bocca. Da usare come collutorio per gli sciacqui e gargarismi, mettendo 4 o 5 gocce in mezzo bicchiere d’acqua tiepida, almeno tre volte al giorno.
  
Olio essenziale di eucalipto

Importanti studi effettuati hanno dimostrato la sua significativa capacità di riduzione dei composti di zolfo volatili, responsabili dello sgradevole odore caratteristico dell’alito pesante. La sua spiccata proprietà antibatterica viene spesso utilizzata come forma preventiva della placca batterica, parodontiti e gengiviti. Per l’igiene e salute della bocca ne bastano 3 o 4 gocce in un bicchiere di acqua tiepida, per potenziare l’azione degli sciacqui possiamo aggiungere due gocce di olio essenziale di menta piperita. Gli sciacqui ovviamente, vanno fatti dopo ogni pasto, durante la quotidiana pulizia dentaria.

Altri tipi di rimedi

Come alternative ai rimedi naturali per l’alitosi sopracitati, ci sono anche i semi di finocchio, di anice, di cardamomo e i chiodi di garofano, neutralizzano i cattivi odori svolgendo un importante azione antisettica. Possiamo sfruttarli semplicemente masticandoli o pure sotto forma di infuso da usare, una volta fatto raffreddare, come collutorio. Provare per credere!


  Aurora La Rena                                                                                                                                               

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domenica 18 marzo 2018

Arpagofito per alleviare i dolori articolari

Artrite reumatoide, reumatismi infiammatori, e tendiniti sono solo alcuni disturbi che possono colpire le articolazioni, riducendone la mobilità e flessibilità con dolori più o meno acuti, compromettendo lo svolgimento delle attività quotidiane, pure le più banali.  a tal proposito si può ricorrere all'azione benefica dell'arpagofito  per alleviare i dolori articolari. Vediamo, di seguito, in che modo.

Arpagofito  per alleviare i dolori articolari

L’arpagofito è una caratteristica pianta africana dalla spiccata azione antinfiammatoria e antireumatica. È detto anche “artiglio del diavolo” per i particolari uncini legnosi che adornano i frutti, capaci di ferire mortalmente gli sfortunati animali che vi rimangono intrappolati. è una pianta erbacea rampicante della famiglia delle Pedaliacee, di origine sud africana, tipica dei suoli aridi e sabbiosi. 

In Africa la sua efficacia terapeutica è ultra nota e apprezzata da sempre nella medicina popolare, in occidente è comprovata e utilizzata, orami da un secolo. 
Le note proprietà antinfiammatorie e antidolorifiche che vengono riconosciute all’arpagofito per alleviare i dolori articolari, sono da attribuire alla sua radice, impiegata con successo in fitoterapia. 

L’attività analgesica e antiflogistica è data dai suoi più importanti principi attivi: i glicosidi, la cui azione è comparabile a quella del cortisone  paragonabile a quella degli antinfiammatori di sintesi non steroidi e del cortisone.
Altri preziosi componenti sono le vitamine, i minerali i flavonoidi e i fitosteroli che consolidano la funzione antinfiammatoria collegata ai glicosidi, l’acido cinnamico dalle importanti qualità analgesiche e l’acido clorogenico dall’azione diuretica. 

Le sue applicazioni sono dunque consigliate in casi di tendiniti, artriti, reumatismi, mal di schiena, sciatica, di dolori cervicali e di contusioniL’artiglio del diavolo risulta essere altresì utile per le qualità ipocolesterolemizzanti e ipouricemizzanti (in caso di gotta) e per la sua presenza di alcuni principi amari che favoriscono la produzione di succhi gastrici e della bile.

Possiamo trovare l’artiglio del diavolo sotto forma di estratti secchi, di tintura madre o se preferiamo la via esterna, possiamo optare per le creme o gel da applicare nelle zone infiammate e doloranti. 

Il suo utilizzo è sconsigliato in caso di gastrite e ulcere, nella gravidanza e allattamento, nelle terapie farmacologiche anticoagulanti e con medicinali che riducono la glicemia, le aritmie cardiache.


Aurora La Rena




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domenica 11 marzo 2018

Semi di cardamomo per il benessere intestinale

Oggi riscopriremo il cardamomo: una spezia molto diffusa nella cucina orientale ma poco conosciuta e utilizzata in occidente, nonostante le interessanti proprietà e la sua versatilità in cucina. In particolare, esamineremo i benefici dei semi di cardamomo per il benessere intestinale.

Semi di cardamomo per il benessere intestinale

Il cardamomo, in botanica: Elettaria Cardamomum, appartiene alla famiglia delle zingiberacee ed è una delle spezie più preziose al mondo, insieme allo zafferano e alla vaniglia. Originario dell’India viene abbondantemente coltivato in tutta l’Asia, noto per essere un ingrediente del curry, è impiegato anche a solo per insaporire risotti, carne e dolci, specialmente nella cucina indiana e pakistana.

Del cardamomo si consumano i semi neri, contenuti nei piccoli e allungati baccelli verdi, molto aromatici e ricchi di benefici per la nostra salute, specialmente quella intestinale. Sin dai tempi degli antichi romani e greci questo profumatissimo seme viene apprezzato e utilizzato per diversi scopi: medici, per profumare e per la pulizia dei denti.

Ma quali sono le più importanti proprietà dei semi di cardamomo per il benessere intestinale? Questa spezia possiede qualità anti-spasmodiche, digestive e toniche non indifferenti, oltre ad essere un ottimo antisettico e antinfiammatorio, grazie alla quantità contenuta di sali minerali come il magnesio, potassio, fosforo e ai suoi principi attivi: cineolo, borneolo, sabinene e limonene.

Il cardamomo è un importante aiuto per tutti quei spiacevoli disturbi legati all’intestino irritabile: coliche addominali, stipsi, diarrea, meteorismo, digestione difficile, sintomi sempre più frequenti nella società odierna occidentale, favorita dallo stress, e stili di vita e regimi alimentari sballati. 

Componenti come limonene, cineolo e terpeni favoriscono la secrezione gastrica, la liberazione dei gas intestinali, alleviando nausea, meteorismo, gonfiore e ripristinando la normale attività intestinale. Da sottolineare l’azione antinfiammatoria di tali componenti, che aiuta a calmare il fastidioso dolore recato dalle emorroidi, provocato dalla dilatazione delle zone vascolari anali, che aumentano di volume e si infiammano. 

L’utilizzo migliore per sfruttare le qualità dei semi di cardamomo per il benessere intestinale, è sicuramente la preparazione dell’infuso, che si ricava schiacciando un cucchiaino di semini, (per liberare gli oli essenziali in essi contenuti) con la parte piatta di un coltello o macinandoli con pestello e mortaio, e immergerli in una tazza di acqua bollente, lasciando in infusione per almeno 4-5 minuti.
Un toccasana per l’intestino se assunto mezz'ora prima dei pasti principali. se vogliamo evitare il gonfiore addominale provocato da alcune verdure cotte come: cavolfiori, broccoli, legumi, possiamo mettere 3 o 4 semi, durante la loro cottura, senza alcun pericolo di alterare troppo il sapore.

Controindicazioni
Seppur il cardamomo non presenti particolari controindicazioni è sconsigliato in caso di calcoli alla colecisti, gravidanza e nell’allattamento. È altresì dimostrato che interagisce con farmaci antiaggreganti, come l’aspirina; per una maggiore tranquillità chiediamo sempre consiglio al nostro medico o erborista, prima dell’assunzione, specialmente se stiamo assumendo dei medicinali.

Aurora


http://www.alimentipedia.it/cardamomo.html



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domenica 4 marzo 2018

Cromoterapia a tavola


Secondo la cromoterapia, ogni colore ha la capacità di influenzare il nostro stato d’animo e il benessere generale, anche attraverso
l’alimentazione. Scopriamo allora come funziona la cromoterapia a tavola, per trarre maggiori benefici dagli alimenti.

Cromoterapia a tavola

Nel precedente articolo abbiamo visto come la cromoterapia è in grado riequilibrare i nostri squilibri fisici e psichici, risultando una validissima terapia integrativa alle cure mediche tradizionali, anche attraverso l’alimentazione. L’arancione, giallo, rosso, il verde, il blu, indaco, il viola sono tutti i colori che ritroviamo negli alimenti, ciascuno con le proprie qualità, in grado di esercitare un impatto differente sull’organismo, mente e spirito.

Quante volte ci è capitato di scegliere un cibo, rispetto ad un altro, in base al colore in relazione allo stato d’animo del momento? Questo accade perché il nostro organismo ha un’intelligenza naturale, innata, che lo porta a scegliere cibi ricchi di quelle sostanze di cui necessita. 

Nella cromoterapia a tavola, ogni alimento possiede un diverso valore cromatico che va ad agire direttamente sui nostri livelli di energia e sul nostro stato psicologico, lo sanno molto bene i cuochi e gli chef di tutto il mondo, che riservano una particolarissima attenzione alla presentazione di un piatto. Il segreto sta proprio nell’immagine: il colore del cibo ha un’influenza significativa sul gusto, sull’umore e sulla salute.

A tavola, la scelta consapevole degli alimenti in base al colore, gioca un ruolo fondamentale per il nostro benessere, soprattutto della frutta e verdura, ricca di pigmenti denominati fitonutrienti, essenziali per la salute, come gli antiossidanti,  flavonoidi e carotenoidi.

Il colore dei cibi

Rosso: colore della vitalità, stimolante della circolazione e di tutto l’organismo. Nella cromoterapia a tavola tutte le verdure e la frutta di questo colore, svolgono un importante azione cardioprotettiva, antinfiammatoria, e rafforzano la memoria, sono ricchi di antociani e di licopene, potenti antiossidanti antitumorali. 
Gli alimenti colorati di rosso inoltre, stimolano la fame e la voglia di fare. Tra questi troviamo per esempio i peperoni, rape rosse, ravanelli, pomodori, amarene, melograno, ciliegie, fragole, ribes, lamponi, angurie e uva rossa.

Arancione: a tavola è un colore che favorisce l’assimilazione dei cibi, molto utile in caso di problemi digestivi, stimola l’appetito e rafforza il sistema immunitario grazie all’alto contenuto di carotenoidi (vitamina A, C, acido folico ecc…) Mangiare arancione aiuta a comprendere le nostre emozioni e favorisce l’ottimismo. Lo troviamo ad esempio: nelle carote, nella zucca, nei mandarini, nelle arance, nelle albicocche, nel melone.

Giallo: nella cromoterapia a tavola il giallo come l’arancione è un colore amico dello stomaco e del sistema immunitario con alto contenuto di vitamina C e acido folico. Aiuta il buon umore e la creatività. Tra la frutta e ortaggi di colore giallo ci sono i limoni, le pesche gialle, l’ananas e papaia, il mais, le patate e  peperoni gialli.

Verde: mangiare verde contribuisce a ridurre lo stress, l’affaticamento, a migliorare la vista e la pressione sanguigna. Tutta la verdura a foglie verde contiene: luteina, clorofilla, magnesio, vitamina B9 e C, nutrienti essenziali per l’organismo e utili nella prevenzione delle patologie cardiache. Il verde è il colore della serenità e dell’anti voracità, piuttosto utile quando si tende a mangiare di fretta o con troppo appetito. 
Lo troviamo ad esempio nell’avocado, nel cetriolo, nella lattuga, rucola, olive, asparagi, broccoli, spinaci, nel cavolo, asparagi, piselli, carciofi, mele verdi, uva, e nei kiwi.


Viola e blu: sono colori dall’azione rilassante, favoriscono la concentrazione e l’intuitività. Particolarmente ricchi di magnesio e di antiossidanti, importanti per le funzioni cerebrali, le vie urinarie e la pelle. Tra i cibi di questi colori possiamo trovare: le melanzane, le carote e patate viola, le prugne, le more, i mirtilli e ribes, i fichi e l’uva nera.  

Aurora La Rena

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martedì 27 febbraio 2018

Cromoterapia

La cromoterapia, è una tecnica terapeutica alternativa, dalle origini antichissime, che si basa sui benefici dei colori su corpo e psiche. Conosciamola meglio.

Cromoterapia

La cromoterapia dal greco: “cura con il colore” è una delle tecniche terapeutiche della medicina olistica e naturale, che sfrutta le qualità stimolanti e calmanti dei diversi colori per riportare l’intero organismo in equilibrio. I colori possono essere assorbiti dal corpo, in modi diversi: attraverso la luce solare, le onde elettromagnetiche della luce, il bagno, tramite la meditazione e visualizzazione. 

Una vera e propria scienza intenta a studiare la struttura della luce e del colore e del loro effetto sugli uomini, basandosi sul principio dimostrato e sperimentato che la luce e le sue gradazioni di colore, attraverso  vibrazioni, hanno dei considerevoli effetti benefici sul corpo, mente e spirito.

Per comprendere meglio  la cromoterapia, dobbiamo capire che cosa sono esattamente i colori. Forse non tutti sanno che i colori sono, frequenze o vibrazioni che compongono la luce bianca e che in realtà è il nostro occhio a interpretarli in colori. I 7 colori dell’arcobaleno, che vediamo o meglio che i nostri occhi percepiscono , sono esattamente 7 diverse frequenze della luce.

La terapia del colore, sfrutta dunque le qualità energetiche della gamma dei colori dello spettro cromatico, ovvero dell’arcobaleno (il rosso, l’arancio il giallo, il verde il blu, viola e indaco.) Avviata e codificata da Christian  Agraphart: medico, neurospichiatra e agopuntore, la cromoterapia viene impiegata da specialisti olistici in diversi campi, traumatologia, reumatologia, dermatologia e psicologia, come supporto integrativo alle cure mediche tradizionali.

Praticata come terapia per malattie psicosomatiche, è in grado di dare giovamento in situazioni di ansia, depressioni, di stress psicofisico, di deficit immunitario, di dolori e spasmi localizzati. 
Ciò che la rende ancora più affascinante è che in grado di funzionare anche sui soggetti  nei quali non esiste alcun azione di suggestione o di condizionamento, come per esempio sui neonati, animali e piante.  Tutti la usiamo, anche inconsapevolmente.

I colori, da sempre sono collegati alle virtù terapeutiche, fin dai tempi degli antichi egizi e romani, le popolazione egiziane erano solite aggiungere pigmenti colorati, alle loro polveri medicinali per potenziarne gli effetti.

Come funziona la cromoterapia

La cromoterapia solitamente, viene abbinata alla luminoterapia: dei colori composti da varie differenti lunghezze d’onda  vengono proiettati su tutto il corpo o solo in alcune parti, causando una reazione a seconda della zona colpita. Nei centri benessere e nelle Spa, esistono diversi percorsi sensoriali e trattamenti con irraggiamento cromatico, attraverso lampade colorate o filtri, tramite la cromopuntura : i colori mediante specifici macchinari vengono mirati su uno o più punti dell’agopuntura. Ci sono anche centri dove si eseguono delle sedute di massaggio con oli colorati e pigmenti.

Ci sono ugualmente altre possibilità per ottenere benefici dai colori: tramite l’alimentazione, ovvero la dieta dei colori, considerando che anche il colore del cibo che ingeriamo entra in contatto con il nostro organismo; attraverso la scelta dell’abbigliamento e dell’arredamento: i colori che indossiamo e che circondano il nostro habitat influenzano costantemente l’equilibrio psicofisico. 
Il benessere della cromoterapia lo troviamo anche attraverso semplici esercizi di rilassamento: nei quali evochiamo i colori tramite la visualizzazione della mente.

Proprietà dei colori

Vediamo nello specifico i singoli colori e le loro proprietà, per poterli utilizzare al meglio in base al nostro stato psicofisico.

Rosso: colore caldo utile contro la pressione bassa, stimola la circolazione e la produzione dei globuli rossi. È antibatterico e antinfiammatorio.  Sulla psiche ha un’azione stimolante e euforizzante. 

Arancione: colore caldo antispastico, benefico in caso di spasmi e crampi, aiuta il regolare funzionamento della tiroide. Amico della psiche: dona positività ed equilibrio.

Giallo: colore caldo che aiuta ad alleviare disturbi digestivi, è depurativo e alleato del sistema immunitario. Favorisce la concentrazione mentale e trasmette allegria interiore.

Verde: colore neutro curativo ad ampio spettro: allevia disturbi gastrointestinali e mal di testa,  ha azione antibatterica e disinfettante. Induce serenità e calma in caso di stress, contrasta l’insonnia.

Blu: colore freddo che contribuisce a rallentare la pressione sanguigna, consigliato in caso di pressione alta e tachicardia. È antisettico e ha un effetto analgesico. Per la psiche è un ottimo rilassante.

Viola: colore freddo benefico sul sistema nervoso, stimola la produzione dei globuli bianchi e l’attività della milza. Rinforza le ossa e articolazione. Ha qualità analgesiche, per la pelle è un buon antinfiammatorio e cicatrizzante. Favorisce la meditazione e concentrazione, l’intuizione, l’attività onirica e la creatività.

Indaco: colore freddo collocato tra il blu e viola. Utile nei disturbi agli occhi, naso e orecchie. Ha un effetto calmante sulla tiroide iperattiva, consigliato nei casi di ipertiroidismo. Favorisce l’intuito.

Aurora La Rena



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lunedì 19 febbraio 2018

Esercizio fisico come farmaco

L’attività fisica può migliorare in modo considerevole la nostra salute se svolto in modo corretto, e seppure sempre più studi scientifici lo confermano, spesso preferiamo affidarci unicamente al’aiuto dei farmaci: più credibili, non richiedono troppi sforzi e tempo. Vediamo dunque come rivalutare l’efficacia dell’esercizio fisico come farmaco, ingerendo meno chimica nel’organismo. 


Esercizio fisico come farmaco

In alcuni paesi, come la Francia, si sta facendo sempre più avanti l’ipotesi di considerare l’esercizio fisico una vera e propria cura medicinale,  come un antibiotico o un’aspirina da far prescrivere con tanto di ricetta medica, per tentare di arginare l’eccessiva sedentarietà della popolazione.

La vita sedentaria è spesso la causa di svariati disturbi e di vere e proprie malattie, che ci spingono ad ingerire sempre più farmaci che a loro volta concorrono nel tempo a danneggiare nostra la salute. Un vero circolo vizioso che possiamo fermare con un’informazione educativa, rivolta in modo particolare ai giovani,  più conscia e consapevole sulla cura del corpo, non solo estetica ma anche a livello salutistico, attraverso l’attività fisica.

Il concetto di esercizio fisico come farmaco è ben lontano dall’esser compreso se ci avviciniamo allo sport  unicamente per perdere peso o per modellare le forme, per poi ritornare alla vita sedentaria di sempre, una volta raggiunto l’obiettivo, per questo è importante riconoscerne gli innumerevoli vantaggi a livello fisico e mentale.

Benefici dell’esercizio fisico

Molte ricerche scientifiche attribuiscono all’attività fisica il potere curativo, la cui efficacia in determinati casi è paragonabile a quella dei farmaci. Nel caso di un ictus, una riabilitazione concentrata sugli esercizi motori, risulta essere molto più efficace in confronto di qualsiasi tipo di medicinale.

La grande efficacia dell’esercizio fisico come farmaco, ci viene dimostrata dai numerosi benefici che porta al sistema cardiocircolatorio: abbassa la pressione arteriosa e aumenta il colesterolo HDL, quello buono, riducendo i rischi cardiovascolari.  Concorre inoltre alla diminuzione dei trigliceridi e la viscosità nel sangue, riducendo il rischio di trombosi.

Se pensiamo che la malattia cardiovascolare è una delle prime cause di decesso nei paesi industrializzati occidentali, è decisamente confortante sapere che tramite l’esercizio fisico possiamo prevenirla, azzerando i fattori a rischio.

Lo sport è anche uno strumento terapeutico nel trattamento del diabete, nel rafforzamento delle articolazioni, della muscolatura, e nell’aumento della densità delle ossa prevenendo l’osteoporosi e tutti quei classici disturbi dell’età avanzata come artrosi, mal di schiena ecc… e non c’è terapia migliore dell’esercizio fisico  per gestire lo stress, ansia e sbalzi d’umore, grazie al graduale rilascio di endorfine prima e dopo la cura!  

Prendere in considerazione l’esercizio fisico come farmaco, porta solo vantaggi, non pensiamo che occorra strafare e sudare le sette camicie per stare in salute e ricorrere meno ai medicinali. Un sano e costante movimento fisico, tre volte alla settimana, è sufficiente. Esistono tanti modi divertenti per stare più in forma e ricaricarsi come  ballare, nuotare, sciare, passeggiare a piedi o in bicicletta. L’importante è che troviamo ciò che ci piace fare, per dare sfogo alla nostra vitalità nel modo più corretto possibile!

Aurora La Rena


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sabato 10 febbraio 2018

Rooibos: il tè rosso africano

La settimana scorsa abbiamo visto i più importanti benefici del tè di ibisco: il Karkadè, oggi invece vedremo le qualità di un’altra tipica bevanda dell’Africa, ovvero del Rooibos: il tè rosso africano.

Rooibos: il tè rosso africano

Il rooibos (Aspalathus linearis) conosciuto come redbush o tè rosso africano, è un infuso che si ricava dalle foglie dell’omonima pianta, della famiglia delle leguminose, che non ha niente a che fare con il tè, ma è un’ottima e forse più sana bevanda alternativa. Il nome Rooibos, nella lingua del Sud Africa, luogo da cui proviene, significa “arbusto rosso”; inizialmente cresceva esclusivamente nella regione del Cederberg, ma poi iniziò a diffondersi  in tutta l’Africa e al resto del mondo, grazie a un agricoltore sudafricano di origine russa.

Considerato un elisir di lunga vita, per le notevoli proprietà  antiossidanti, digestive e immunostimolanti, il Rooibos, il tè rosso africano, è naturalmente privo di caffeina, e il suo basso contenuto di tannini gli conferisce un sapore dolce, che si mantiene nel tempo, anche se lo  lasciamo per una lunga durata in infusione. Ricco di sostanze importanti per il nostro organismo, come vitamina C, fosforo, magnesio, calcio, ferro, zinco e antiossidanti (polifenoli e flavonoidi) aiuta a contrastare i radicali liberi e a favorire la salute di unghie e capelli.

Studi scientifici diretti dal’Organismo Nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione, hanno confermato che il contenuto di antiossidanti è pari a quello del tè verde e tè nero, e quindi ritenuto adatto anche a chi non può assumere caffeina. È stato scoperto, inoltre che il Rooibos: il tè rosso, ha spiccate proprietà antivirali e antibatteriche, che aiutano il nostro sistema immunitario ad affrontare rapidamente infezioni e virus e qualità alcalinizzanti, spasmolitiche e digestive che portano sollievo in caso di problemi gastrointestinali.

Sembra anche avere un’azione protettiva per l’apparato cardiovascolare, perché pare agisca contro l’eccedenza di lipidi nel sangue e che protegga i capillari, grazie all’aspalatina un importante flavonoide. Nel mondo degli infusi tisane, è una bevanda molto apprezzata anche per la sua peculiarità adattogena: in grado di aiutare il nostro organismo in situazioni di sforzo e di stress. Avrà quindi proprietà tonificanti se preso al mattino o durante la giornata e rilassanti se bevuto prima di andare a coricarsi. 

Inoltre è un ottimo disintossicante, stimolando la funzione della bile e facilitando l’espulsione di sostanze tossiche dal nostro organismo.  
Recentemente i benefici del Rooibos: il tè rosso afficano, sono stati scoperti e applicati anche per la cura del corpo: in quanto permette di fronteggiare disturbi dermatologici come gli eczemi, anche sulle pelli più delicate, alleviando irritazioni, attraverso un’azione lenitiva ed emolliente.

Controindicazioni e utilizzo

Il roobios non presenta particolari controindicazioni, data l’assenza di acido ossalico e sostanze eccitanti è adatto anche a chi soffre di calcoli e in gravidanza, come alternativa al classico tè. Può essere tranquillamente utilizzato dai bambini, specialmente in caso di disturbi digestivi e intestinali come le coliche.

In commercio lo possiamo trovare puro o aromatizzato, sfuso in bustine. Se lo acquistiamo sfuso, ci basterà porre in infusione, un cucchiaino di foglie per ciascuna tazza che desideriamo preparare. Come il karkadè lo possiamo, volendo, gustare freddo come bevanda dissetante.

Aurora La Rena

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sabato 3 febbraio 2018

Karkadè

Il Karkadè, noto come tè di ibisco, è un infuso molto apprezzato dal  gradevolissimo gusto,  che si ricava dai petali dei profumatissimi fiori rossi dell’ibisco. Vediamo  qui di seguito quali sono le sue peculiarità per la salute e come si prepara.
Karkadè
Conosciuto anche come tè dell’Abissina o tè rosso,(da non confondere con il rooibos) l’infuso di ibisco è una bevanda diffusissima nel Nord Africa, caratterizzata dal colore rosso e profumo intenso, e dai preziosi effetti terapeutici sull’organismo. Dell’ibisco, Hibiscus Sabdariffa arbusto originario dell’Africa Tropicale, si utilizzano i fiori che si lasciano essiccare per facilitare la preparazione dell’infuso, denominato Karkadè.
Questa bevanda dopo il periodo coloniale, si è diffusa anche in tutta Europa con successo, molto apprezzata per il fatto di non contenere sostanze eccitanti come la teina o caffeina.  I fiori di ibisco sono solitamente impiegati nella preparazione di infusi tisane dissetanti e benefiche. Ma quali sono i principali benefici di questa profumata bibita? Vediamoli insieme, di seguito.
L’alta concentrazione di vitamina C, sostanze come flavonoidi, antociani e tannini conferiscono alla bevanda il caratteristico colore rosso, e hanno una spiccata azione antiossidante, utile contro l’invecchiamento cellulare e la formazione dei radicali liberi. Grazie al contenuto degli acidi organici, il karkadè è un ottimo diuretico e antisettico, consigliato in caso di infiammazioni e infezioni delle vie urinarie, come per la cistite.
Aiuta, altresì la digestione, eliminando scorie metaboliche e contrastando la stipsi, la sua azione depurativa e lassativa è data dalla marcata presenza di mucillagini, sostanze molto utilizzate in fitoterapia anche per combattere le infiammazioni delle vie respiratorie.  Secondo gli esperti la sua assunzione, potrebbe essere utile nella prevenzione dell’ ipertensione o in caso di un’ipertensione moderata in atto, data la capacità regolatrice la pressione sanguigna.
Utilizzato non solo come bevanda per uso interno ma anche per quello esterno, l’infuso di Karkadè si rivela un toccasana per la pelle arrossata e irritata dal sole, per sfruttare la sua azione lenitiva e disarossante, occorre fare degli impacchi con delle garze imbevute nel suo infuso. Queste applicazioni sono particolarmente utili in caso di fragilità capillare, varici ed emorroidi, per il suo effetto vasoprotettivo dato dai flavonoidi e antociani.
Controindicazioni del karkadè
Avendo un’azione lassativa e anti-ipertensiva, è sconsigliata a chi soffre di colite, di pressione bassa, in gravidanza o allattamento. Generalmente l’assunzione massima consigliata è di tre tazze al giorno.
Impiego del karkadè
La Preparazione dell’infuso di karkadè è semplice, basta munirsi di fiori essiccati di ibisco, che troviamo nelle migliori erboristerie o negozi di prodotti biologici, è sufficiente  una bustina o un cucchiaio di fiori per ogni tazza di acqua bollente. A piacere possiamo gustarlo caldo o freddo  con del limone, come bevanda dissetante e volendo trasformarlo in una tisana aggiungendo fiori o parti di malva e melissa. 

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