martedì 27 febbraio 2018

Cromoterapia

La cromoterapia, è una tecnica terapeutica alternativa, dalle origini antichissime, che si basa sui benefici dei colori su corpo e psiche. Conosciamola meglio.

Cromoterapia

La cromoterapia dal greco: “cura con il colore” è una delle tecniche terapeutiche della medicina olistica e naturale, che sfrutta le qualità stimolanti e calmanti dei diversi colori per riportare l’intero organismo in equilibrio. I colori possono essere assorbiti dal corpo, in modi diversi: attraverso la luce solare, le onde elettromagnetiche della luce, il bagno, tramite la meditazione e visualizzazione. 

Una vera e propria scienza intenta a studiare la struttura della luce e del colore e del loro effetto sugli uomini, basandosi sul principio dimostrato e sperimentato che la luce e le sue gradazioni di colore, attraverso  vibrazioni, hanno dei considerevoli effetti benefici sul corpo, mente e spirito.

Per comprendere meglio  la cromoterapia, dobbiamo capire che cosa sono esattamente i colori. Forse non tutti sanno che i colori sono, frequenze o vibrazioni che compongono la luce bianca e che in realtà è il nostro occhio a interpretarli in colori. I 7 colori dell’arcobaleno, che vediamo o meglio che i nostri occhi percepiscono , sono esattamente 7 diverse frequenze della luce.

La terapia del colore, sfrutta dunque le qualità energetiche della gamma dei colori dello spettro cromatico, ovvero dell’arcobaleno (il rosso, l’arancio il giallo, il verde il blu, viola e indaco.) Avviata e codificata da Christian  Agraphart: medico, neurospichiatra e agopuntore, la cromoterapia viene impiegata da specialisti olistici in diversi campi, traumatologia, reumatologia, dermatologia e psicologia, come supporto integrativo alle cure mediche tradizionali.

Praticata come terapia per malattie psicosomatiche, è in grado di dare giovamento in situazioni di ansia, depressioni, di stress psicofisico, di deficit immunitario, di dolori e spasmi localizzati. 
Ciò che la rende ancora più affascinante è che in grado di funzionare anche sui soggetti  nei quali non esiste alcun azione di suggestione o di condizionamento, come per esempio sui neonati, animali e piante.  Tutti la usiamo, anche inconsapevolmente.

I colori, da sempre sono collegati alle virtù terapeutiche, fin dai tempi degli antichi egizi e romani, le popolazione egiziane erano solite aggiungere pigmenti colorati, alle loro polveri medicinali per potenziarne gli effetti.

Come funziona la cromoterapia

La cromoterapia solitamente, viene abbinata alla luminoterapia: dei colori composti da varie differenti lunghezze d’onda  vengono proiettati su tutto il corpo o solo in alcune parti, causando una reazione a seconda della zona colpita. Nei centri benessere e nelle Spa, esistono diversi percorsi sensoriali e trattamenti con irraggiamento cromatico, attraverso lampade colorate o filtri, tramite la cromopuntura : i colori mediante specifici macchinari vengono mirati su uno o più punti dell’agopuntura. Ci sono anche centri dove si eseguono delle sedute di massaggio con oli colorati e pigmenti.

Ci sono ugualmente altre possibilità per ottenere benefici dai colori: tramite l’alimentazione, ovvero la dieta dei colori, considerando che anche il colore del cibo che ingeriamo entra in contatto con il nostro organismo; attraverso la scelta dell’abbigliamento e dell’arredamento: i colori che indossiamo e che circondano il nostro habitat influenzano costantemente l’equilibrio psicofisico. 
Il benessere della cromoterapia lo troviamo anche attraverso semplici esercizi di rilassamento: nei quali evochiamo i colori tramite la visualizzazione della mente.

Proprietà dei colori

Vediamo nello specifico i singoli colori e le loro proprietà, per poterli utilizzare al meglio in base al nostro stato psicofisico.

Rosso: colore caldo utile contro la pressione bassa, stimola la circolazione e la produzione dei globuli rossi. È antibatterico e antinfiammatorio.  Sulla psiche ha un’azione stimolante e euforizzante. 

Arancione: colore caldo antispastico, benefico in caso di spasmi e crampi, aiuta il regolare funzionamento della tiroide. Amico della psiche: dona positività ed equilibrio.

Giallo: colore caldo che aiuta ad alleviare disturbi digestivi, è depurativo e alleato del sistema immunitario. Favorisce la concentrazione mentale e trasmette allegria interiore.

Verde: colore neutro curativo ad ampio spettro: allevia disturbi gastrointestinali e mal di testa,  ha azione antibatterica e disinfettante. Induce serenità e calma in caso di stress, contrasta l’insonnia.

Blu: colore freddo che contribuisce a rallentare la pressione sanguigna, consigliato in caso di pressione alta e tachicardia. È antisettico e ha un effetto analgesico. Per la psiche è un ottimo rilassante.

Viola: colore freddo benefico sul sistema nervoso, stimola la produzione dei globuli bianchi e l’attività della milza. Rinforza le ossa e articolazione. Ha qualità analgesiche, per la pelle è un buon antinfiammatorio e cicatrizzante. Favorisce la meditazione e concentrazione, l’intuizione, l’attività onirica e la creatività.

Indaco: colore freddo collocato tra il blu e viola. Utile nei disturbi agli occhi, naso e orecchie. Ha un effetto calmante sulla tiroide iperattiva, consigliato nei casi di ipertiroidismo. Favorisce l’intuito.

Aurora La Rena



http://www.chromatotherapie.com/site-officiel-de-la-chromatotherapie-medicale-ou-therapie-par-les-couleurs/




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lunedì 19 febbraio 2018

Esercizio fisico come farmaco

L’attività fisica può migliorare in modo considerevole la nostra salute se svolto in modo corretto, e seppure sempre più studi scientifici lo confermano, spesso preferiamo affidarci unicamente al’aiuto dei farmaci: più credibili, non richiedono troppi sforzi e tempo. Vediamo dunque come rivalutare l’efficacia dell’esercizio fisico come farmaco, ingerendo meno chimica nel’organismo. 


Esercizio fisico come farmaco

In alcuni paesi, come la Francia, si sta facendo sempre più avanti l’ipotesi di considerare l’esercizio fisico una vera e propria cura medicinale,  come un antibiotico o un’aspirina da far prescrivere con tanto di ricetta medica, per tentare di arginare l’eccessiva sedentarietà della popolazione.

La vita sedentaria è spesso la causa di svariati disturbi e di vere e proprie malattie, che ci spingono ad ingerire sempre più farmaci che a loro volta concorrono nel tempo a danneggiare nostra la salute. Un vero circolo vizioso che possiamo fermare con un’informazione educativa, rivolta in modo particolare ai giovani,  più conscia e consapevole sulla cura del corpo, non solo estetica ma anche a livello salutistico, attraverso l’attività fisica.

Il concetto di esercizio fisico come farmaco è ben lontano dall’esser compreso se ci avviciniamo allo sport  unicamente per perdere peso o per modellare le forme, per poi ritornare alla vita sedentaria di sempre, una volta raggiunto l’obiettivo, per questo è importante riconoscerne gli innumerevoli vantaggi a livello fisico e mentale.

Benefici dell’esercizio fisico

Molte ricerche scientifiche attribuiscono all’attività fisica il potere curativo, la cui efficacia in determinati casi è paragonabile a quella dei farmaci. Nel caso di un ictus, una riabilitazione concentrata sugli esercizi motori, risulta essere molto più efficace in confronto di qualsiasi tipo di medicinale.

La grande efficacia dell’esercizio fisico come farmaco, ci viene dimostrata dai numerosi benefici che porta al sistema cardiocircolatorio: abbassa la pressione arteriosa e aumenta il colesterolo HDL, quello buono, riducendo i rischi cardiovascolari.  Concorre inoltre alla diminuzione dei trigliceridi e la viscosità nel sangue, riducendo il rischio di trombosi.

Se pensiamo che la malattia cardiovascolare è una delle prime cause di decesso nei paesi industrializzati occidentali, è decisamente confortante sapere che tramite l’esercizio fisico possiamo prevenirla, azzerando i fattori a rischio.

Lo sport è anche uno strumento terapeutico nel trattamento del diabete, nel rafforzamento delle articolazioni, della muscolatura, e nell’aumento della densità delle ossa prevenendo l’osteoporosi e tutti quei classici disturbi dell’età avanzata come artrosi, mal di schiena ecc… e non c’è terapia migliore dell’esercizio fisico  per gestire lo stress, ansia e sbalzi d’umore, grazie al graduale rilascio di endorfine prima e dopo la cura!  

Prendere in considerazione l’esercizio fisico come farmaco, porta solo vantaggi, non pensiamo che occorra strafare e sudare le sette camicie per stare in salute e ricorrere meno ai medicinali. Un sano e costante movimento fisico, tre volte alla settimana, è sufficiente. Esistono tanti modi divertenti per stare più in forma e ricaricarsi come  ballare, nuotare, sciare, passeggiare a piedi o in bicicletta. L’importante è che troviamo ciò che ci piace fare, per dare sfogo alla nostra vitalità nel modo più corretto possibile!

Aurora La Rena


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sabato 10 febbraio 2018

Rooibos: il tè rosso africano

La settimana scorsa abbiamo visto i più importanti benefici del tè di ibisco: il Karkadè, oggi invece vedremo le qualità di un’altra tipica bevanda dell’Africa, ovvero del Rooibos: il tè rosso africano.

Rooibos: il tè rosso africano

Il rooibos (Aspalathus linearis) conosciuto come redbush o tè rosso africano, è un infuso che si ricava dalle foglie dell’omonima pianta, della famiglia delle leguminose, che non ha niente a che fare con il tè, ma è un’ottima e forse più sana bevanda alternativa. Il nome Rooibos, nella lingua del Sud Africa, luogo da cui proviene, significa “arbusto rosso”; inizialmente cresceva esclusivamente nella regione del Cederberg, ma poi iniziò a diffondersi  in tutta l’Africa e al resto del mondo, grazie a un agricoltore sudafricano di origine russa.

Considerato un elisir di lunga vita, per le notevoli proprietà  antiossidanti, digestive e immunostimolanti, il Rooibos, il tè rosso africano, è naturalmente privo di caffeina, e il suo basso contenuto di tannini gli conferisce un sapore dolce, che si mantiene nel tempo, anche se lo  lasciamo per una lunga durata in infusione. Ricco di sostanze importanti per il nostro organismo, come vitamina C, fosforo, magnesio, calcio, ferro, zinco e antiossidanti (polifenoli e flavonoidi) aiuta a contrastare i radicali liberi e a favorire la salute di unghie e capelli.

Studi scientifici diretti dal’Organismo Nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione, hanno confermato che il contenuto di antiossidanti è pari a quello del tè verde e tè nero, e quindi ritenuto adatto anche a chi non può assumere caffeina. È stato scoperto, inoltre che il Rooibos: il tè rosso, ha spiccate proprietà antivirali e antibatteriche, che aiutano il nostro sistema immunitario ad affrontare rapidamente infezioni e virus e qualità alcalinizzanti, spasmolitiche e digestive che portano sollievo in caso di problemi gastrointestinali.

Sembra anche avere un’azione protettiva per l’apparato cardiovascolare, perché pare agisca contro l’eccedenza di lipidi nel sangue e che protegga i capillari, grazie all’aspalatina un importante flavonoide. Nel mondo degli infusi tisane, è una bevanda molto apprezzata anche per la sua peculiarità adattogena: in grado di aiutare il nostro organismo in situazioni di sforzo e di stress. Avrà quindi proprietà tonificanti se preso al mattino o durante la giornata e rilassanti se bevuto prima di andare a coricarsi. 

Inoltre è un ottimo disintossicante, stimolando la funzione della bile e facilitando l’espulsione di sostanze tossiche dal nostro organismo.  
Recentemente i benefici del Rooibos: il tè rosso afficano, sono stati scoperti e applicati anche per la cura del corpo: in quanto permette di fronteggiare disturbi dermatologici come gli eczemi, anche sulle pelli più delicate, alleviando irritazioni, attraverso un’azione lenitiva ed emolliente.

Controindicazioni e utilizzo

Il roobios non presenta particolari controindicazioni, data l’assenza di acido ossalico e sostanze eccitanti è adatto anche a chi soffre di calcoli e in gravidanza, come alternativa al classico tè. Può essere tranquillamente utilizzato dai bambini, specialmente in caso di disturbi digestivi e intestinali come le coliche.

In commercio lo possiamo trovare puro o aromatizzato, sfuso in bustine. Se lo acquistiamo sfuso, ci basterà porre in infusione, un cucchiaino di foglie per ciascuna tazza che desideriamo preparare. Come il karkadè lo possiamo, volendo, gustare freddo come bevanda dissetante.

Aurora La Rena

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sabato 3 febbraio 2018

Karkadè

Il Karkadè, noto come tè di ibisco, è un infuso molto apprezzato dal  gradevolissimo gusto,  che si ricava dai petali dei profumatissimi fiori rossi dell’ibisco. Vediamo  qui di seguito quali sono le sue peculiarità per la salute e come si prepara.
Karkadè
Conosciuto anche come tè dell’Abissina o tè rosso,(da non confondere con il rooibos) l’infuso di ibisco è una bevanda diffusissima nel Nord Africa, caratterizzata dal colore rosso e profumo intenso, e dai preziosi effetti terapeutici sull’organismo. Dell’ibisco, Hibiscus Sabdariffa arbusto originario dell’Africa Tropicale, si utilizzano i fiori che si lasciano essiccare per facilitare la preparazione dell’infuso, denominato Karkadè.
Questa bevanda dopo il periodo coloniale, si è diffusa anche in tutta Europa con successo, molto apprezzata per il fatto di non contenere sostanze eccitanti come la teina o caffeina.  I fiori di ibisco sono solitamente impiegati nella preparazione di infusi tisane dissetanti e benefiche. Ma quali sono i principali benefici di questa profumata bibita? Vediamoli insieme, di seguito.
L’alta concentrazione di vitamina C, sostanze come flavonoidi, antociani e tannini conferiscono alla bevanda il caratteristico colore rosso, e hanno una spiccata azione antiossidante, utile contro l’invecchiamento cellulare e la formazione dei radicali liberi. Grazie al contenuto degli acidi organici, il karkadè è un ottimo diuretico e antisettico, consigliato in caso di infiammazioni e infezioni delle vie urinarie, come per la cistite.
Aiuta, altresì la digestione, eliminando scorie metaboliche e contrastando la stipsi, la sua azione depurativa e lassativa è data dalla marcata presenza di mucillagini, sostanze molto utilizzate in fitoterapia anche per combattere le infiammazioni delle vie respiratorie.  Secondo gli esperti la sua assunzione, potrebbe essere utile nella prevenzione dell’ ipertensione o in caso di un’ipertensione moderata in atto, data la capacità regolatrice la pressione sanguigna.
Utilizzato non solo come bevanda per uso interno ma anche per quello esterno, l’infuso di Karkadè si rivela un toccasana per la pelle arrossata e irritata dal sole, per sfruttare la sua azione lenitiva e disarossante, occorre fare degli impacchi con delle garze imbevute nel suo infuso. Queste applicazioni sono particolarmente utili in caso di fragilità capillare, varici ed emorroidi, per il suo effetto vasoprotettivo dato dai flavonoidi e antociani.
Controindicazioni del karkadè
Avendo un’azione lassativa e anti-ipertensiva, è sconsigliata a chi soffre di colite, di pressione bassa, in gravidanza o allattamento. Generalmente l’assunzione massima consigliata è di tre tazze al giorno.
Impiego del karkadè
La Preparazione dell’infuso di karkadè è semplice, basta munirsi di fiori essiccati di ibisco, che troviamo nelle migliori erboristerie o negozi di prodotti biologici, è sufficiente  una bustina o un cucchiaio di fiori per ogni tazza di acqua bollente. A piacere possiamo gustarlo caldo o freddo  con del limone, come bevanda dissetante e volendo trasformarlo in una tisana aggiungendo fiori o parti di malva e melissa. 

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venerdì 26 gennaio 2018

Acido ialuronico contro le rughe

La nostra pelle ha costantemente bisogno di cure e attenzioni, specialmente con il trascorrere degli anni, quando una buona e semplice idratazione e protezione non bastano. La fitocosmesi, a riguardo ci offre e consiglia una soluzione mirata, all’avanguardia: l’acido ialuronico contro le rughe. Conosciamo meglio i suoi vantaggi ed effetti.

Acido ialuronico contro le rughe

Uno dei componenti principali dei cosmetici più innovativi anti età è senza dubbio l’acido ialuronico,  noto anche come sodio ialuronato, il vero e proprio ingrediente dell’eterna giovinezza: una sostanza naturale presente nella pelle, nelle cartilagini e in varie parti del nostro corpo. 

Essenziale per l’elasticità e il benessere della pelle che tende a diminuire con l’avanzare degli anni. Se pensiamo che la sua riduzione inizia dai 18 anni, ma gli effetti visibili incominciano a comparire dopo i 30 anni, possiamo meglio comprendere la sua fondamentale importanza nella sfera delle cure di bellezza.

L’efficacia dell’acido ialuronico contro le rughe è data dalla capacità di riparare i tessuti insieme a quella di contenere i componenti strutturali della pelle come l’elastina e il collagene, mantenendo così il tono, l’elasticità e la resistenza della cute, contribuendo anche alla protezione dell’organismo dai batteri e virus e a migliorare il potere cicatrizzante e antinfiammatorio della pelle. 

Inoltre ha la spiccata qualità di trattenere l’acqua assicurando all’epidermide il giusto tasso di idratazione, facilitando la fisiologica produzione di collagene. La carenza di questo importantissimo acido, nel tessuto connettivo, causa l’indebolimento della pelle e la formazione di  antipatici inestetismi come le rughe e zampe di gallina, tanto odiate da noi donne e sotto sotto anche dai maschietti. 

Non è un caso che dalla sua scoperta, nel lontano 1930, venne ribattezzato “la fontana della giovinezza”. L’impiego dell’acido ialuronico contro le rughe, è il trattamento più utilizzato, anche se è apprezzatissimo nella guarigione di ferite, ustioni e ulcere della pelle.

Trattamenti di bellezza a base di acido ialuronico

In campo estetico le applicazioni che prevedono l’uso dell’acido ialurionico sono diverse, molto diffuse sono le iniezioni a base di collagene e acido ialuronico: dei trattamenti estetici veri e propri anti-age. Il successo di questo componente ha altresì favorito la diffusione di numerosi creme e cosmetici anti-età, che permettono in modo naturale, non invasivo, di idratare e proteggere la pelle, favorendone la rigenerazione del tessuto cutaneo.

Acido ialuronico nelle creme, cosmetici e non solo…

l’acido ialuronico nei cosmetici e nelle creme lo possiamo trovare puro o insieme ad altri ingredienti e ovviamente all’acqua. Nei prodotti di qualità deve essere segnalato come unico ingrediente insieme all’acqua o ai primissimi posti. 

Se spesso lo troviamo indicato con la dicitura di  sodio ialuronato (Sodium Hyaluronate), ricordiamoci che è lo stesso componente, adattato per uso cosmetico, per regolarne il pH. Recentemente il modo di utilizzare l’acido ialuronico contro le rughe si è ampliato, ora abbiamo la possibilità di assumerlo anche  per via orale, tramite appositi integratori.


Sitografia:

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sabato 20 gennaio 2018

Abbassare gli zuccheri nel sangue con l’aceto di mele

Quante volte abbiamo usato l’aceto nel condire pietanze e nei trattamenti casalinghi! Le nostre nonne solevano utilizzarlo anche come rimedio naturale per disturbi di diverso tipo. Quello più noto nel campo delle cure naturali, è l’aceto di mele, oggi giorno alcuni dei suoi benefici sono stati provati e confermati da numerose ricerche scientifiche, come il miglioramento dei sintomi del diabete, evidenziando la possibilità di abbassare gli zuccheri nel sangue con l’aceto di mele.


Abbassare gli zuccheri nel sangue con l’aceto di mele

L’aceto di mele è un prodotto naturale il cui uso terapeutico è noto da secoli. Gran parte dei suoi benefici deriva dalla quantità di oligo alimenti e acidi naturali che alcalinizzano che alcalinizzano l’organismo e favoriscono la salute dell’intestino. Ultimamente, una delle qualità su cui si sono maggiormente concentrate le ricerche scientifiche, è la sua capacità di regolare i livelli di glucosio nel sangue, nei pazienti affetti di diabete. l’applicazione dell’aceto di mele che ha ottenuto migliori risultati, è stata fatta in quelli con diabete di tipo 2.

Il diabete si sviluppa quando il nostro l’organismo non è più in grado di normalizzare il livello di zuccheri nel sangue, a causa della resistenza all’insulina (ormone basilare per regolare il glucosio nel sangue) o per la carenza di produzione della stessa. A questo riguardo, numerosi studi hanno scoperto la possibilità di abbassare gli zuccheri nel sangue con l’aceto di mele, grazie al suo importante apporto di acido acetico.

A quanto pare l’aceto di mele può inibire l’attività di certi enzimi digestivi che scompongono i carboidrati in zucchero, in modo tale  da rallentare il processo di trasformazione in glucosio nel flusso sanguigno. L’organismo così ha più tempo per metabolizzare il glucosio, evitando i picchi glicemici.

In un lavoro pubblicato su “Diabetes Care” viene dimostrato che aggiungere 3 cucchiai di aceto di mele durante un pranzo o un pasto ricco di carboidrati, aiuta a ridurre i livelli di glucosio nel sangue e migliora la sensibilità all’insulina, con effetti simili a quelli della metformina, il medicinale antidiabete per eccellenza. 

L’eccessiva quantità di zucchero nel sangue può essere un problema un per tutti, anche senza avere il diabete, se pensiamo che questa sia una delle cause principali dell’invecchiamento e di diverse malattie croniche. Pertanto, abbassare gli zuccheri nel sangue con l’aceto di mele, può non farci che bene, senza ovviamente esagerare.

Come assumere l’aceto di mele

Per ben sfruttare i benefici dell’aceto di mele, per regolare i livelli di glucosio nel sangue, non dobbiamo eccedere nell’uso e ricorrere ad un aceto biologico non filtrato, che contiene enzimi, proteine, e batteri buoni che gli conferiscono il caratteristico aspetto torbido. 
L’assunzione consigliata è di due cucchiai al giorno, come condimento o diluito in un po’ d’acqua, per un ciclo di due settimane al mese.

Poiché l’uso prolungato può diminuire i livelli di potassio e ridurre la densità ossea, se soffriamo di osteoporosi e se siamo carenti di potassio, consultiamo subito il nostro medico, prima di iniziare, la stessa cosa vale se attualmente stiamo usando anche farmaci per abbassare gli zuccheri nel sangue.

Aurora La Rena

Sitografia:



viverepiusani.it/aceto-di-mele-controllo-diabete


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venerdì 12 gennaio 2018

Astragolo contro i sintomi influenzali

Oggi vi voglio mostrare le magiche proprietà dell’astragolo contro i sintomi influenzali, tanto di moda, purtroppo, in questo periodo dell’anno.

Astragolo contro i sintomi influenzali

Una delle piante adattogene più indicate nel periodo invernale, è sicuramente l’astragolo, grazie ai suoi effetti benefici utilizzati per prevenire e curare raffreddori e influenze e altre malattie infettive, principalmente quelle causate dai virus.

L’astragolo è una pianta erbacea perenne, originaria dell’estremo oriente e Cina, appartenente alla famiglia  delle Fabaceae; la medicina tradizionale cinese lo utilizza da millenni, come tonico energizzante e rinforzante dell’organismo. Della pianta si usano soprattutto le radici, ricche di sostanze antiossidanti, cui il sapore ricorda molto quello della liquirizia. 
Nota per la sua azione immunostimolante, serve da stimolo per il nostro sistema immunitario, lo rafforza contro gli agenti esterni, detti anche antigeni.

L’efficacia dell’astragolo contro i sintomi influenzali, è data dunque dalla sua azione antibatterica, antinfiammatoria e antivirale. Tali proprietà le possiamo sfruttare nella fase preventiva e nella comparsa dei primi sintomi dell’influenza e altresì malattie infettive, e grazie alle sue qualità adattogene, possiamo tonificare l’organismo, recuperando più velocemente le energie perse e risolvere problemi di spossatezza e inappetenza, in seguito anche ad una terapia antibiotica o dopo una degenza. 

L’astragolo ha altri effetti benefici degni di nota, da non sottovalutare. E’ in grado di proteggere il nostro tanto bistrattato fegato dalle tossine presenti nel corpo, riduce la pressione sanguigna e supporta l’attività del sistema circolatorio. Inoltre stimola la memoria, favorisce la produzione di cartilagine e ha un’azione protettrice sui reni, grazie alle saponine e polisaccaridi che contiene.

Inoltre secondo un recente e importante studio Statunitense, dell’University of Maryland Medical Center, di valutazione della pianta sul sistema immunitario indebolito da chemioterapie e AIDS, sono stati riscontrati notevoli benefici: la pianta ha permesso di allungare le aspettative di vita, diminuendo i tempi di ripresa dei pazienti, dalla terapia.

Possiamo servirci dei benefici dell’astragolo, contro i sintomi influenzali, tramite estratti liquidi o meglio tinture madri, oppure in estratto secco sotto forma di compresse o pastiglie. Ricordiamoci che le dosi consigliate possono cambiare a secondo dell’utilizzo che ne facciamo. 
Generalmente la tintura madre viene consigliata in forma preventiva: 30 gocce una volta al dì, mentre in caso di avvenuta malattia, occorre ripetere l’assunzione una seconda volta. Per la posologia e indicazioni sulla sua assunzione, rivolgiamoci sempre al nostro medico ed erborista, per individuare il trattamento più indicato al nostro disturbo.

Controindicazioni e interazioni dell’astragolo
In rari casi sono stati riscontrati effetti collaterali come: abbassamento della pressione e capogiri.
Non bisogna assumerlo nei periodi di gravidanza e allattamento.

Attenzione alla sua alta probabilità di interazione con altri farmaci, anche erboristici. Non assumiamolo in caso di terapia anticoagulante, antidiabetica, o in concomitanza con altri farmaci immunostimolanti o immunosoppressori. In tutti i casi di assunzione medicinali, riferiamolo al nostro medico di fiducia.

Aurora La Rena

Sitografia:


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giovedì 4 gennaio 2018

Benefici del cioccolato fondente

Il cioccolato è innegabilmente uno degli alimenti più desiderati ed apprezzati al mondo. La sua bontà non risiede, solamente, nell’irresistibile gusto del palato, ma anche nelle proprietà benefiche dei suoi elementi. Ma quali sono gli effetti benefici del cioccolato fondente, chiamato  non a torto: ”Cibo degli dei”?

Benefici del cioccolato fondente

Il cioccolato deve l’appellativo di teobroma (dal greco:cibo per gli dei) al suo ingrediente principale il cacao: vero responsabile delle sue numerose virtù. Pertanto è vivamente consigliabile indirizzare il nostro  palato alla scelta delle varietà fondenti; considerando che il contenuto ideale di cacao nel cioccolato, deve essere almeno del 70%.  

Moltissimi studi scientifici hanno dimostrato, da tempo, che cedere alla sua tentazione possa essere un modo piacevolissimo di prendersi cura del nostro corpo e della nostra mente.
Il cioccolato fondente costituisce un fonte considerabile di energia diretta, in grado di compensare in modo rapido gli sforzi fisici e mentali, presentando un indice glicemico piuttosto basso; é una delle fonti alimentari più ricche di flavonoidi, contenuti nel cacao, ovvero dei potenti antiossidanti che aiutano a proteggere le nostre cellule dagli effetti dei radicali liberi, ritardando così l’invecchiamento dei tessuti.

I flavonoidi: illustri portatori dei benefici del cioccolato fondente, limitano inoltre gli effetti negativi associati ai notevoli livelli plasmatici di colesterolo LDL, la cosiddetta frazione cattiva, proteggono le arterie dai danni dell’aterosclerosi e sono in grado di prevenire malattie cardiovascolari  come: l’infarto e l’ictus. 

Atre azioni importanti sono legate al contenuto di caffeina e di teobromina che hanno un effetto stimolante sul battito cardiaco, sul sistema nervoso centrale e sul rilassamento dei muscoli respiratori, riducendo l’affaticamento e migliorando la concentrazione mentale.

I benefici del cioccolato fondente sono dati, anche, dalla presenza di vitamine: A, E, D, B12 e minerali essenziali per la corretta funzionalità dell’organismo; il magnesio contribuisce ad un buon funzionamento del cervello, mentre il rame, manganese, ferro e zinco favoriscono la crescita delle cellule, l’assorbimento delle sostanze nutrienti e la riparazione dei tessuti. 

L’elevata quantità di fosforo, grande alleato della memoria, risulta addirittura superiore a quella contenuta nel pesce. Studi scientifici hanno altresì dimostrato la capacità di stimolare la produzione di serotonina: sostanza preziosa che agisce a livello cerebrale dalla facoltà di infondere calma e di migliorare l’umore.

Alla luce di tutte queste virtù,  abbiamo svariate ragioni per gustarci del buon cioccolato fondente! Il consumo ideale, secondo gli esperti nutrizionisti, è di 20 grammi (di fondente) al giorno, tre volte alla settimana. Ricordiamoci che la percentuale di cacao deve essere almeno del 70% e che se vogliamo ottenere maggiori benefici dobbiamo optare per il cioccolato extra fondente, che una percentuale minima del 75% di cacao.



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